Traduzione di Ignazio Bernardini (1803-1876)

[12]  Prima che si estendesse la città e si fortificasse di mura grandi e di rocche, ebbe un’ampia piazza che ora chiamano il campo della Cattedrale; nel quale dall’unanime consenso dei Cronisti apparisce ch’era il Palazzo del Pretore fino all’anno 1276. Molto più vasto di quello che ora abbiamo era il Foro fuori di Città, come di sopra è stato accennato, il quale si dimostrava in forma di campo rustico ed era chiamato la vigna dell’Abate perché apparteneva al monastero di S. Mercuriale, il cui Preposto, o ai monaci Cluniacensi sopraintendesse, come si conosce da un documento antichissimo che così fu fino al secolo IX, o non sopraintendesse, come fu per lungo tempo in seguito prima ch’ivi si riparassero i monaci di Vallombrosa, sempre fu chiamato Abate. Pertanto la Basilica di quel monastero, e la torre a questa unita circa il 1180, la quale non solo per l’altezza, ma per la maestria dell’esterno ed interno lavoro è da ammirare anche a questo tempo, come furono ornamento di quel campo, così lo furono poscia del Foro. Il quale, dall’opposto lato, fu adorno del Palazzo pubblico edificato per la più parte dagli Ordelaffi nel secolo XV, con alti portici, le cui colonne, benchè di cotto, sono però commendevoli per la struttura. Al presente non mi ricordo di aver letto chi abbia fabbricato la torre del Palazzo; ma è forza dire che sia stata innalzata prima del 1385, se in quell’anno, come vidi nella Cronaca del Padovani, e lo conferma il Bonoli, vi fu collocato l’orologio. Furono inoltre qua e là fornite le case de’ potenti cittadini ed eziandio le Chiese di alcune torri altissime quanto in alcun’altra città. Le torri delle Chiese si adornavano di un comignolo ben lavorato fatto a guisa di cono, come vediamo tuttora nelle più antiche, e se in alcuna manca è avvenuto come parla della sua il Maestro Girolamo de’ Burselli dell’ordine dei Predicatori, nella Cronaca dell’anno 1433.