Traduzione di Ignazio Bernardini (1803-1876)

[6] Sebbene leggiamo che, anticamente, prima che si estendesse il pomerio della nostra città, erano la fossa e le mura là dove ora è il tempio di San Biagio, e, dalla parte opposta, dove adesso vediamo la chiesa di Sant’Antonio in Ravaldino, che, per lo innanzi era di Santa Maria Maggiore, tuttavia forse da settentrione a mezzodì neppur tanto si allargava, ne’ primi tempi, questo Foro. Dall’occidente poi e dall’oriente lo terminavano quei due fiumicelli che ricordai di sopra; imperocchè scorreva il destro al fianco sinistro di quel campo che ora è la piazza della città, e dall’opposta ripa aveva il tempio nel quale è sepolto il santo vescovo Mercuriale, secondo forse di tal nome. Ora nell’antico discorso le cui parloe abbiamo allegato nella seconda Epistola, dicendosi che quel santo corpo “fu sepolto non lungi dalla città di Livio, di là dal fiume”, si conosce che era fuori della città. E il sinistro fiumicello terminava la città all’opposta parte; poiché, essendo dimostrato nella quarta lettera che correva appresso la chiesa dedicata alla SS. Trinità, ch’era la Cattedrale, in cui il corpo di S. Mercuriale, primo Vescovo di  Forlì, fu da prima sepolto, ne conseguita che, correndo presso quella chiesa, la chiesa stessa nelle antiche cronache ivi citate, si dichiari essere stata “fuori e vicino della città, sul fiume”.