Ponti nella Forlì antica

PONTE DEL PANE

La prima attestazione compare in una pergamena risalente al 1343. Ulteriori riscontri indicano l’angolo sud-occidentale di Piazza Saffi, all’incrocio con Corso Garibaldi, come antica posizione del Ponte del Pane. Visse varie fasi di danneggiamenti e ricostruzioni; un’epigrafe un tempo appesa al Palazzo Comunale presso lo sbocco dell’attuale Corso Garibaldi in piazza Saffi attesta la sua costruzione, o meglio la sua ricostruzione nell’anno 1214. Tale epigrafe oggi è conservata nel lapidario medievale dei Musei Civici di Forlì. Ricordiamo che gli studiosi moderno confermano la lettura di Morgagni relativamente al nome del Podestà che fece costruire il ponte (Guarino da San Vitale e non da “Scovicale”) La zona del ponte del Pane era va più viva e frequentata di Forlì grazie alla presenza di numerose botteghe di artigiani. Indagini archeologiche effettuate verso la fine del secolo scorso hanno fatto ipotizzare una struttura composta da almeno due arcate con un ampio foro di deflusso sul pilone centrale, ma non è escluso che ne esistesse anche una terza.

PONTE DEI CAVALIERI

La prima attestazione della struttura come Pons Militum risale al 1360. Le documentazioni del ponte dei Cavalieri, o Pons Militum, sono molto scarse, ma questo è l’unico di cui si hanno immagini e misurazioni dell’intera struttura realizzate durante dei lavori di demolizione dell’isolato che oggi accoglie il palazzo degli Uffici Statali nel 1934 quando venne alla luce tutta la fiancata nord che fu fotografata e misurata. Il ponte era situato in via delle Torri allo sbocco in Piazza Saffi, cosa che fu confermata dagli scavi del 1998. Si trattava di una struttura in laterizio, con inserimento di spungone, a due arcate a tutto sesto sorrette da un pilastro centrale con un foro di alleggerimento.

PONTE DEI MORATTINI

Precedentemente denominato “Dei Brighieri”, il Ponte dei Morattini, che prese tale nome dall’omonima famiglia che possedeva un palazzo nelle vicinanze, si trova isolato rispetto agli altri ponti urbani perché di fatto doveva trovarsi su un diverso ramo fluviale. Più precisamente si trovava sul Borgo Schiavonia, nella parte più a sud della Piazza Melozzo vicino alla chiesa della SS. Trinità. La sua documentazione è più tardiva, ma abbiamo notizie certe a partire dal 1997 quando durante degli scavi è riapparsa parte del lato est del ponte e che si è lasciata visibile attraverso la protezione di una lastra di vetro. Divenne famoso in occasione dell’uccisione di Giacomo Feo, secondo marito di Caterina Sforza. Il giovane stalliere, avendo sposato in segreto la contessa di Forlì divenne tanto presuntuoso da attirare su di sé l’odio del popolo e delle famiglie forlivesi. I cronisti narrano che, dopo averlo ferito a morte mentre cavalcava accanto alla carrozza che trasportava Caterina e altri membri della famiglia, i congiurati fuggirono lontano dai pressi del ponte. La contessa, inferocita per la perdita, fece strage non solo degli assassini del marito, ma anche di tutti i possibili nemici del Riario Sforza.