Da G.B.Morgagni all’Anatomia Patologica moderna

Giovanni Battista Morgagni è il padre della medicina moderna grazie alla introduzione del metodo anatomo-clinico. L’innovazione del metodo morgagnano consiste nella correlazione tra alterazione patologica dell’organo, fenomenologia clinica e causa di quel preciso stato morboso. In pratica Morgagni rivisitò il concetto e la mission dell’anatomia patologica, attribuendole un significato clinico con una importante ricaduta sulla cura dei pazienti.

L’anatomia patologica moderna vede nel referto istopatologico, elaborazione ed atto diagnostico complesso ed articolato, che richiede precise e profonde conoscenze dell’anatomia macroscopica e microscopica, il momento culminante nel quale vengono riassunte tutte le informazioni essenziali per la gestione terapeutica del paziente. Questo assunto è particolarmente vero se si considera che la moderna terapia oncologica è basata sulla valutazione di fattori prognostici (eventi attesi come il tasso di recidiva e di mortalità) e di fattori predittivi (risposta della malattia ai diversi trattamenti terapeutici). A questo proposito, l’immunoistochimica prima e la diagnostica molecolare ora, sono strumenti nelle mani del patologo atti ad una migliore e più fine definizione diagnostica. In particolare, la patologia molecolare correla i profili geno-fenotipici dei tumori con i parametri clinico-patologici pertinenti, identificando bersagli adeguati da utilizzare per migliorare, non solo l’aspetto diagnostico, ma anche il trattamento dei pazienti. L’ambito attuale è quello della medicina di precisione e delle terapie personalizzate, obiettivo raggiungibile attraverso il corretto uso delle tecnologie a disposizione, competenze eccellenti e l’inserimento dell’anatomo-patologo all’interno dei team multidisciplinari di patologia.

Aspetto non secondario è il ruolo fondamentale esercitato dalla anatomia patologica nella anticipazione diagnostica/diagnosi precoce dei tumori nell’ambito dei Programmi di Screening e non solo. Tale ruolo attiene alla cosiddetta prevenzione secondaria dei tumori.

Ad oggi conosciamo più di 200 istotipi tumorali suddivisi per i vari organi, ma il numero degli stessi è destinato ad aumentare in modo esponenziale grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie in campo biomolecolare. Il presente e il prossimo futuro segneranno un cambiamento epocale nella classificazione dei tumori, che, da una definizione morfologica, esiterà in una sottotipizzazione molecolare estremamente complessa. La conseguenza di ciò sarà la necessità di dedicare i patologi alle varie patologie d’organo, limitandone il raggio d’azione e focalizzando la loro attività solo ad alcune patologie d’organo al fine di ottenere competenze specifiche di eccellente livello. Questa visione attuale ed estremamente moderna del ruolo della anatomia patologica era stata tracciata ed anticipata da Morgagni nel 1700 quando egli già parlava di patologia d’organo, correlando le alterazioni dei visceri alla sintomatologia e alla eziologia di quella data patologia di quel particolare distretto dell’organismo umano. Da qui, ma non solo da questo, si evince la grandezza del Morgagni scienziato e medico.

A cura di Dott. Luca Saragoni, U.O. Anatomia Patologica di Forlì