De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis

220px-Morgagni_de_sedibus_1761Il “De Sedibus” è una delle opere più celebri ed importanti della storia della medicina perché permise alla patologia di poter finalmente diventare una scienza sperimentale. Il titolo stesso riassume l’essenza del metodo anatomo-clinico: “morbus” è il quadro clinico presentato dal paziente; “causis per anatomen indagatis” è l’alterazione organica dimostrata dall’esame autoptico. La rivoluzione effettuata da Morgagni consiste nella ricerca delle alterazioni, nello studio delle sedi e delle cause dei mali, quali solo l’anatomia sa rintracciare e dimostrare. La completezza del “De sedibus”, ritenuto il libro dell’anatomia clinica e non solo patologica, risiede nel fatto che Morgagni si avvalse sia dell’esperienza personale, sia di osservazioni di predecessori e contemporanei. L’opera consta di epistole medico-anatomiche, ordinate in cinque libri, ciascuno dei quali è dedicato ad una delle principali Accademie europee ed è preceduto da una lettera ad altrettanti illustri medici. Ogni epistola prende in considerazione una malattia e ne presenta i casi completi di dettagliata “relazione autoptica” ed “epicrisi” finale. I suoi scritti sono il frutto di continui esami comparativi, nei quali cerca un parallelismo fra lesione anatomica e sintomo clinico. L’opera ebbe un’accoglienza trionfale, tanto che dal 1761 al 1765 ne furono stampate ben quattro edizioni e in seguito fu tradotta in lingua inglese, in lingua francese e in lingua italiana.

Testo originale dell’opera: