Il monumento a Forlì

Fra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX, nella piazzetta Morgagni, pulita e levigata come un biliardo, si giocavano infuocate partite di palla al bracciale, lo sport che entusiasmava intellettuali come Goethe e Leopardi e sbilanciava fino alla più spinta tifoseria il futuro Papa Giovanni Mastai Ferretti (Pio IX).

Si affaccia sulla piazza, il convento di Santa Maria dei Servi, dove visse il Santo ghibellino Pellegrino Laziosi (1265 – 1345): fu il primo romagnolo dichiarato santo dopo l’adozione delle severe procedure del moderno processo di canonizzazione. Vi sorge ora la chiesa, a lui dedicata nel XIII secolo, ricca di opere d’arte come il Crocefisso di scuola riminese nella sala del Capitolo ed il monumento funebre di Luffo Numai.

Sul lato della piazza opposto alla chiesa si erge il grandioso complesso costruito nei primi decenni del secolo XVIII, per munificenza del Card. Fabrizio Paulucci, per le opere educative dei Signori della Missione, la congregazione religiosa fondata da San Vincenzo de Paoli.

Anche dopo la soppressione napoleonica, il palazzo venne prevalentemente adibito ad attività scolastiche, donde la denominazione di Palazzo degli Studi. Dal 1836 al 1922 fu sede della Biblioteca, della Pinacoteca e degli annessi Musei.

Dal 1979 è sede dell’Amministrazione Provinciale.

Nel 1931 fu posto al centro della piazza che porta il suo nome il monumento a G. B. Morgagni, opera dello scultore Salvino Salvini, trasferito dal cortile del Palazzo degli Studi dove si trovava dal 1875 per commemorare la figura del celebre studioso forlivese iniziatore dell’anatomia patologica.

L’inaugurazione in un video dell’epoca:

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